Nasce l'Osservatorio sull'Intelligenza artificiale nel mondo del lavoro: la prima "cabina di regia pubblico-sociale" con il compito di monitorare e governare l'impatto dell'Ia su occupazione, competenze, diritti e condizioni di lavoro, che sarà operativa dal 2026. Presieduto dalla ministra Marina Calderone, è la risposta italiana all'AI Act europeo.

In una fase in cui l'intelligenza artificiale è già entrata nelle aziende e negli uffici, la sua parola d'ordine è guidare il cambiamento in modo da migliorare qualità del lavoro, produttività e inclusione. E non il contrario. Così si punta a portare sempre più l'IA al servizio delle persone.

E in quest'ottica si allarga anche la platea di AppLi, l'assistente virtuale lanciato dal ministero del Lavoro che guida i giovani e non solo in percorsi di orientamento, formazione e inserimento lavorativo. Dopo l'esordio a settembre scorso e i primi tre mesi di sperimentazione per i cittadini tra i 18 e i 35 anni, il web coach per il lavoro da ora è accessibile per tutti: bastano Spid e Cie per l'autenticazione.

Una strategia su più fronti per accompagnare l'innovazione, tutelando e supportando l'occupazione. L'Osservatorio sull'IA nel lavoro riunisce istituzioni, parti sociali ed esperti e si articola in un Comitato di indirizzo, una Commissione etica, una Consulta delle parti sociali e quattro Comitati tecnico-scientifici tematici. L'avvio operativo è previsto all'inizio del 2026, con la nomina di tutti i componenti e la pubblicazione dei primi documenti strategici e di analisi. Già individuato, intanto, il presidente della Commissione etica: a guidarla sarà padre Paolo Benanti, presidente della Commissione sull'IA per l'informazione presso la presidenza del Consiglio.