Milano, 15 dic. (askanews) – Quando c’è la salute c’è tutto. O forse è vero il contrario: quando c’è tutto, c’è anche la salute Da questa domanda prende avvio LÀ FUORI OFF – Il sistema della cura, due giornate di incontri, spettacoli e dialoghi che intrecciano scienza e arte per riflettere sul significato profondo del benessere collettivo e sul futuro della sanità pubblica.
Venerdì 19 e sabato 20 dicembre il Teatro Centrale Preneste di Roma diventa il cuore pulsante di un percorso che, però, inizia molto prima e si muove ben oltre i confini di un palcoscenico. Per tutto il mese che precede il festival, scuole, centri anziani, biblioteche, università e la Casa Circondariale di Rebibbia sono stati attraversati da incontri, laboratori e reading: un programma diffuso e gratuito, pensato per rendere l’informazione e la salute diritti davvero accessibili a tutte e tutti, senza età, senza barriere, senza pregiudizi.
Il tema è urgente. Secondo i dati ISTAT diffusi a novembre 2025, quasi sei milioni di persone in Italia hanno rinunciato a curarsi nell’ultimo anno a causa di liste d’attesa interminabili, costi insostenibili o strutture irraggiungibili. A pagarne il prezzo più alto sono soprattutto le donne e gli over 65. Numeri che raccontano solo una parte del problema: perché la salute non è solo assenza di malattia, ma un equilibrio fragile che coinvolge corpo, mente e relazioni sociali, e che dipende anche da fattori come il reddito, l’istruzione, l’ambiente e l’organizzazione delle città.






