Tre poliziotti in servizio nel reparto anticrimine della questura di Lecce finiscono sotto inchiesta con l'accusa di omicidio preterintenzionale per la morte di Stefano Urso, il 48enne di Salve, deceduto nella notte tra giovedì 10 e venerdì 11 dicembre in un’abitazione di Presicce-Acquarica dopo un blitz antidroga.

L’iscrizione nel registro degli indagati dei poliziotti si deve ritenere un atto dovuto per consentire agli indagati di poter nominare un proprio consulente in vista dell’autopsia che la pm Maria Vallefuoco conferirà al medico legale Alberto Tortorella venerdì 19 dicembre.

I poliziotti si erano presentati in casa di Antonio Viola, e della compagna, Alessia Potenza, (poi arrestati) a caccia di droga e armi dopo diverse segnalazioni raccolte nei giorni precedenti che riferivano di una sparatoria avvenuta in paese. Gli agenti della sezione anticrimine di Lecce, insieme ai colleghi del commissariato di Taurisano, irrompono in casa dopo aver bloccato tutti i varchi. All’interno sorprendono sei persone e droga sparsa sui tavoli.

Le forze dell’ordine, probabilmente, interrompono un droga party o il taglio e il confezionamento della sostanza. In casa, però accade qualcosa di anomalo. A raccontarlo sono gli stessi occupanti: parlano di una colluttazione ingaggiata dagli stessi con la polizia. In quei concitati frangenti, Urso cade per terra nel giardino. Vengono allertati i soccorsi.