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Il presidente della Bielorussia Aleksandr Lukashenko ha graziato 123 prigionieri, tra cui la leader dell’opposizione del paese Maria Kalesnikava e l’attivista Ales Bialiatski, vincitore del premio Nobel per la Pace nel 2022. Kalesnikava era in carcere dal 2020, e Bialiatski dal 2021. Alcuni dei prigionieri, tra cui lo stesso Bialiatski, sono già arrivati a Vilnius, in Lituania.

La grazia è stata concessa in seguito a un accordo fatto dal governo bielorusso con gli Stati Uniti, che in cambio della liberazione dei prigionieri ha revocato le sanzioni imposte dall’amministrazione di Joe Biden sulle esportazioni della Bielorussia di carbonato di potassio (o potassa), composto chimico utilizzato soprattutto in agricoltura come fertilizzante. Il governo bielorusso ha fatto sapere che tra le altre persone liberate ce ne sono di vari paesi, ma non ha specificato la loro identità. La liberazione di Kalesnikava è stata annunciata dalla sorella su X: «Ho appena parlato con Maria in video. È libera! Non riesco a descrivere la mia felicità! Non vedo l’ora di abbracciarla di nuovo», ha detto. A comunicare la scarcerazione di Bialiatski è stata invece la ong Viasna, dai lui fondata.