La finale di Sanremo Giovani 2025 ha fatto il suo dovere: chiudere il percorso, assegnare i verdetti e indicare chi salirà sul palco dell’Ariston nel Festival di Sanremo 2026. A spuntarla sono stati Niccolò Filippucci e Angelica Bove, due artisti che arrivano al traguardo con progetti solidi, riconoscibili e già pronti per il contesto sanremese. La serata televisiva, condotta da Carlo Conti insieme a Gianluca Gazzoli, ha avuto il passo dell’evento importante, incastonata com’era tra le presentazioni dei Big e le aspettative per il prossimo Festival. Un meccanismo ben oliato, che però lascia poco spazio all’imprevisto: le sfide dirette tra i finalisti hanno premiato chi ha saputo tenere meglio il palco, più che chi ha osato davvero. Convince per misura e scrittura, con un pop introspettivo che parla il linguaggio giusto per arrivare a un pubblico ampio. Angelica Bove risponde con un’interpretazione intensa e una vocalità controllata, elementi che fanno la differenza in una competizione dove l’affidabilità pesa quasi quanto l’originalità. Accanto ai vincitori di Sanremo Giovani, il quadro delle Nuove Proposte 2026 si completa con Mazzariello e il trio Soniko, Blind & El Ma, selezionati da Area Sanremo. Due ingressi che, almeno sulla carta, portano una varietà maggiore e potrebbero rappresentare le sorprese meno addomesticate del gruppo. Sanremo Giovani si conferma così più come una palestra televisiva che come un laboratorio radicale: un passaggio obbligato, efficace, ma attento a non rompere l’equilibrio. Ora la parola passa all’Ariston, dove si capirà se queste promesse sapranno andare oltre la comfort zone e lasciare davvero il segno.
Sanremo Giovani 2025: nuovi nomi per l’Ariston, tra promesse e prudenza
La finale incorona Filippucci e Bove e completa il quadro delle Nuove Proposte 2026: un percorso solido, televisivo, più attento alla tenuta del palco che al r…









