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Il tecnico ha convinto tutti ma non dimentica: "Siamo ancora qui..."

Oltre i risultati e la classifica, spunta l'orgoglio. "Dicevano che eravamo falliti e finiti e invece siamo ancora qui". Quello che Chivu non dice è che non erano tanti quelli che credevano in lui. In pochi mesi, invece il tecnico rumeno ha portato tutti dalla sua parte. Con tanto lavoro e senza proclami. Quelli alla vigilia di sfida col Genoa, sono i primi della stagione. Appunto l'orgoglio di difendere un gruppo che non conosce mezze misure, vince o perde, soprattutto finora ha perso contro le squadre più forti. "Ma abbiamo sbagliato solo due tempi: il primo con l'Udinese e il secondo col Napoli, per il resto siamo sempre stati all'altezza dei nostri avversari, anche del Liverpool, che ci ha appena battuto".

Ritrova De Rossi, già compagno alla Roma. Ha rilanciato il Genoa, che non perde da ottobre e ha fatto 11 punti nelle ultime 5 partite. Insomma, impossibile sottostimare la trasferta a Marassi, sennò c'è il rischio forte che diventi scivolosa. "Servirà il giusto atteggiamento, loro sono pericolosi perché hanno ritrovato entusiasmo". È l'ultimo passaggio prima del volo in Arabia Saudita, dove Chivu andrà a giocarsi il primo trofeo della carriera. Guai a farlo senza i 3 punti di Marassi, avrebbe il peso di una zavorra sgradita. Venerdì la semifinale col Bologna (ore 20 italiane).