Aperto a Londra, al 17 di Bruton Street, un eccentrico, sofisticatissimo ristorante che promette di trattare con tatto il ricordo di The Queen. Nonostante le abbia rubato il soprannome più intimo
di Eva Grippa
Lilibet's a Mayfair non è solo un nuovo ristorante londinese, è una fantasia e una promessa. All’indirizzo di 17 di Bruton Street, nei primi del Novecento corrispondeva quello della residenza dei conti di Strathmore, dove il principe Alberto, secondogenito di Giorgio V, e sua moglie Elizabeth Bowes-Lyon, accolsero la loro prima figlia, Elisabetta. Era il 21 aprile 1936. Cent’anni dopo, varcarne la soglia è come entrare nella tana di Alice, per vivere l’illusione di una realtà parallela: ospiti nella casa in cui la principessa avrebbe continuato a vivere, se il destino non avesse fatto di lei una regina. Ovvero, se suo zio Edoardo VIII non avesse abdicato per amore di Wallis Simpson, lasciando la corona a suo fratello e facendo di sua nipote, allora decenne, l’erede al trono.
“Volevamo che Lilibet's offrisse un rispettoso omaggio alla storia del luogo, senza trasformarsi in un museo o in una rivisitazione letterale dell'infanzia della sovrana”, racconta a d Ross Shonhan, ristoratore australiano, ex executive chef di Nobu e Zuma. “Quindi, abbiamo scelto di abitare il regno dell'immaginazione, giocando sul ‘cosa sarebbe successo, se...?’”. Il ristorante promette di trattare con tatto il ricordo di The Queen, nonostante le abbia rubato il soprannome più intimo; quello assegnato dal nonno re quando, da piccola, non riusciva a pronunciare il proprio nome. Gli interni, curati da Russell Sage Studio, sono convincentemente vintage, suddivisi in più ambienti per evocare l’intimità dell’appartamento nobiliare: poltroncine a fiori del Raw Bar, dove si cena a tu per tu con il pescato del giorno; pareti in seta verde e stampe botaniche nella Lilibet's Nook; bancone in marmo e sgabelli rosa nel Cocktail bar; tavoli per due attorno al camino nella Lilibet’s Fireplace; divani cipria nella romantica Dining Room Banquette; opulenti arredi in velluto rosso e separé stile Regency nella Dining Room. I tavoli sono vestiti solo con tovaglioli in lino, su ceramiche e cristalli campeggia la cifra L.






