Qualche anno (ormai, decennio) fa era stata coniata per Porta a porta di Bruno Vespa la lusinghiera - o velenosa, dipende dall’interpretazione - formula di «terza Camera dello Stato». Perché lì, davanti alle telecamere di Rai 1 e su quelle poltroncine immerse in una irenica scenografia dominata dai toni che vanno dal bianco neve al celeste, si davano appuntamento i potenti per discutere in toni pacati e diplomatici dell'agenda del Paese, talvolta pure con il sorriso sulle labbra dopo gli scontri in Parlamento (quello vero).
Il sorriso spesso c’è anche a Otto e mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber. Peccato che spesso sia una smorfia, un ghigno beffardo, di scherno o di disgusto. E qualcuno, quando se ne accorge, si arrabbia a buon diritto. Prendete Alessandro De Angelis, firma de La Stampa, che espone il suo pensiero sulla nuova National Security Strategy degli Usa, l’Europa, l’Ucraina, Putin, Donald Trump. Al documento della Casa Bianca, dice, «si risponde con il piano Draghi, cioè con una maggiore integrazione economica, politica...».
OTTO E MEZZO, TRAVAGLIO SBOTTA CON GRUBER: "OGNI VOLTA!", GELO A LA7
Nella giornata di martedì 9 dicembre l'incontro a Palazzo Chigi tra Volodymyr Zelensky e Giorgia Meloni, l...






