Roma, 13 dic. (askanews) – Il capo di Stato Maggiore dell’Arma dei Carabinieri Generale Andrea Taurelli Salimbeni, accompagnato dal comandante della MIADIT Somalia 23, colonnello Antonio Dibari, dal colonnello Giuseppe Mazzullo, il 3 dicembre è andato a Gibuti al centro d’Istruzione “Cheik Moussa” per incontrare il comandante della gendarmeria nazionale, colonnello Hassan Aden Zakaria, e partecipare alla premiazione dei gendarmi che si sono distinti in tutte le attività didattiche svolte dai carabinieri della missione addestrativa e alla cerimonia di chiusura dei corsi “Formed Police Unit” (rivolto a 91 militari e sviluppato nell’ambito della dottrina d’impiego delle Nazioni Unite in operazioni di peacekeeping), “Diritti Umani e Tecniche di Polizia per il personale femminile”, “Guida avanzata per motociclisti”, “Incidentistica stradale”, “Falso documentale”, “Rilievi dattiloscopici e “CQB” e un’esercitazione di ordine pubblico.
In questa occasione il vertice dell’Arma ha elogiato l’impegno della gendarmeria gibutina, grazie al supporto dei Carabinieri, nel diffondere la conoscenza nel campo della polizia scientifica ai componenti delle Polizie dell’Africa centrale.
Subito dopo la cerimonia, ricevuto dal comandante della Base Militare Italiana di Supporto (BMIS), comandante colonnello AM Francesco Sassana, Salimbeni ha incontrato tutto il personale dell’Arma in servizio a Gibuti e, il giorno successivo, accompagnato dal Comandante della MIADIT Somalia 23, ha preso parte, presso l’Accademia di Polizia “Idriss Farah Abaneh” di Gibuti, alla cerimonia di chiusura dei corsi “Darwish” destinati a ufficiali e agenti della polizia somala, alla presenza del ministro dell’Interno di Gibuti, Said Nouh Hassan, e delle autorità civili, militari e di polizia gibutiane e somale.






