Per spiegare cosa serve all’Italia per continuare a crescere Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, prende in prestito la parola dell’anno scelta dalla Treccani. Fiducia è la parola chiave che il titolare di Via XX Settembre ha ripetuto ad Atreju, ospite dell’appuntamento annuale di Fratelli d’Italia. «È il presidio degli investimenti» ha sottolineato intervistato dal direttore del Messaggero, Roberto Napoletano, «Un patrimonio di tutto il Paese», ha aggiunto. Quando il ministro si è collegato in video con il palco della kermesse in corso a Castel Sant’Angelo, le agenzie avevano da poco battuto la chiusura dello spread. Il differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi si è fermato a fine a giornata a 69 punti base, ma in mattinata era sceso fino a quota 67, su livelli che non si vedevano da prima di settembre 2008, il mese che ha visto deflagrare la grande crisi finanziaria degli anni dieci del Duemila.

L’ottimismo di Giorgetti è stato sostenuto da un dato citato durante il dibattito: nel 2024 gli investimenti diretti esteri nella penisola sono cresciuti del 5%, in controtendenza rispetto al calo generale europeo segnalato dal EY Attractiveness Survey Italy. E anche i dati sull’export, nonostante i timori per l’effetto dei dazi statunitensi, ha continuato a mostrare forza, in crescita nei primi nove mesi dell’anno del 3,6%.