PADOVA - L’esperta va al capannone per prelevare dei campioni sulla droga e non trova più nulla: sparite 434 piantine di marijuana dalla serra sequestrata dai carabinieri. È successo a Cittadella, in provincia di Padova. L’operazione risale al 4 novembre scorso, giorno in cui i militari fanno irruzione in un capannone in via dell’Industria 9 e sequestrano l’intera coltivazione illegale. Coltivazione portata avanti da tre uomini di 69, 33 e 22 anni. Si tratta di Patrizio Guarise, pensionato di San Martino di Lupari e due cittadini di origini albanese, Artenis Cobaj e Anxhelo Hitaj. Ora di quella coltivazione non c’è più traccia: è stato rubato tutto nonostante i sigilli.
Supportati anche dai vigili del fuoco, nei giorni precedenti i carabinieri avevano osservato per ore i vari movimenti attorno al capannone, prima di intervenire con un blitz il primo martedì di novembre e arrestare in flagrante i tre uomini. Secondo quanto emerso, Guarise, titolare di una ditta individuale che si occupa della commercializzazione di materiale edile, aveva preso in affitto lo stabile, ricavando una serra all’interno dello scantinato.
All’interno dei locali sono stati trovati impianti di illuminazione, di aspirazione e di ventilazione con materiale elettrico e luci a led, tubi per l’irrigazione, prodotti per la fertilizzazione delle piante e perfino termometri per rilevare il grado di umidità dell’aria. Luogo e atmosfera ideale dove coltivare le oltre 400 piante di “maria” poi sequestrate. Sul posto anche una cucina e due camere da letto per garantire un po’ di riposo nelle pause dai “lavori” sulla piantagione. In progetto c’era anche un’ipotesi di ampliamento del capannone con la previsione di un secondo piano. Tra piante e strumenti parliamo di centinaia di migliaia di euro di valore.






