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Due giovani mormoni partono da Salt Lake City e vanno in Uganda con l’obiettivo di evangelizzare un villaggio africano: Kevin Price è un fedele devoto e convinto, mentre Arnold Cunningham un bugiardo seriale un po’ imbranato, che per rendere più avvincenti i testi sacri e fare colpo su una ragazza si inventa tutta una serie di panzane ispirate a Guerre stellari o a Il Signore degli Anelli. È così che comincia The Book of Mormon, il musical dei creatori di South Park, che dopo un grande successo internazionale per la prima volta è arrivato in Italia, a Milano, dove è in scena al Teatro Arcimboldi dal 10 al 21 dicembre.

In quindici anni The Book of Mormon è diventato un fenomeno mondiale per gli stessi motivi per cui chi lo critica lo ritiene problematico: prende in giro i mormoni (e non solo) con battute volgari, canzoni blasfeme e gli stessi elementi grotteschi e al tempo stesso esilaranti che hanno reso South Park una delle serie animate più apprezzate di sempre. Lo spettacolo è in lingua originale: volendo può essere apprezzato anche da chi non sa l’inglese, ma per cogliere a pieno il suo umorismo, oltre a conoscere bene la lingua, aiuta aver presente sia la storia dei mormoni, sia un po’ di cultura statunitense.