Giorgia Meloni sulle orme della Lady di ferro. Nella giornata in cui riceve il premio “Margaret Thatcher Award” da New Direction, la fondazione dei conservatori europei nata nel 2009 sotto il patrocinio dell’ex premier britannica, la presidente del consiglio italiana conferma di essere la leader europea più determinata a difendere l’asse atlantico tra il vecchio continente e gli Stati Uniti. Un’alleanza messa alla prova anche dalle trattative che dovrebbero condurre alla tregua in Ucraina.
La possibilità di raggiungere un accordo è nelle mani di Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Il ruolo dell’Europa è inevitabilmente marginale e questo vale anche per la coalizione dei cosiddetti “volenterosi” co-presieduta dal francese Emmanuel Macron e dal britannico Keir Starmer, che si è riunita ieri pomeriggio in una videoconferenza cui ha partecipato pure Meloni.
Le premesse non erano buone. Alla vigilia, mercoledì sera, Trump ha fatto sapere che nella discussione che aveva avuto con Macron, Starmer e il tedesco Friedrich Merz, erano state scambiate «parole piuttosto forti». L’inquilino della Casa Bianca si è mostrato molto scettico anche sui nuovi colloqui chiesti dai leader europei: «Non vogliamo perdere tempo». Chi insiste col dire che l’Europa, e in particolare Parigi, avranno un ruolo decisivo, è ovviamente Macron. Il quale ha riaffermato «la determinazione della Francia a proseguire il suo impegno a favore della pace e la sicurezza per l’Ucraina e in Europa» e ha ribadito l’importanza della coalizione dei volenterosi, di cui è il promotore.








