Non solo il laptop di Alberto Stasi, ma anche quello di Chiara Poggi va a condire il minestrone nel calderone del caso del delitto di Garlasco, per una nuova puntata del giallo più intricato d’Italia. I periti informatici Alberto Porta e Daniele Occhetti — quelli che nel 2009 analizzarono i computer della coppia — sono tornati a parlare a Mattino Cinque, con una dichiarazione che sa tanto di déjà vu: “Stessi contenuti che si ritrovano nel pc di Stasi”. Ma non è quel che aspettate. La perizia non parla di “chat segrete” o prove definitive: si limita a raccontare che nelle macchine c’erano “attività di ricerca particolari”, roba da spionaggio spicciolo a leggerlo.
Il particolare che fa sobbalzare è, invece, secondo i periti il fatto che molte delle ricerche erano fatte in orari in cui Chiara non era a casa, ma “si trovava sul posto di lavoro”. Quindi qualcuno doveva aver toccato quel pc prima o dopo, forse con più dita di quante ne servano per digitare il pin di un bancomat. Ah, e per aggiungere pepe alla vicenda: si scopre che gli stessi contenuti del computer di Stasi si ritrovavano pure in quello di Chiara, il che ha fatto dire ai periti che “ci dà una valutazione diversa”.
GARLASCO, ANDREA SEMPIO INCASTRATO? "NON ERA A VIGEVANO"






