La guerra vera è quella in Ucraina, ma quella politica si combatte dentro la sinistra italiana, con tutte le armi a disposizione. A L’aria che tira, su La7, l’hanno definita giustamente «opposizione a trazione limitata», perché non passa giorno senza che Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra non litighino su qualcosa. Sugli esteri e dintorni, poi, il campo largo si trasforma direttamente in campo minato.

Un servizio girato al Monk, centro culturale alternativo-fighetto di Roma considerato da molti il “covo” di Elly Schlein e dei suoi fedelissimi, cristallizza la lontananza di Giuseppe Conte e dei grillini dall’alleato dem sul Ddl antisemitismo, messo a terra tra mille polemiche (perfino allo stesso Nazareno) da Graziano Delrio. Nella corsa a chi fa più il pro-Pal, i 5 Stelle stanno sorprendentemente vincendo al grido «apartheid», «occupazione militare» e «terroristi israeliani». Conte arringa i suoi ironizzando su chi ora li definisce «antisemiti» ora «filo-putiniani», parlando espressamente di «fango». Le distanze con Elly diventano ancora più ampie quando ci si sposta ai confini orientali dell’Europa. Giuseppe, forse memore delle carezze ricevute dal presidente americano ai tempi di Palazzo Chigi, rompe un tabù e frena gli ardori: «Lasciamo fare a Trump».