Scatta l’ora della partnership tra i Big di Hollywood e i re dell’intelligenza artificiale di Silicon Valley. A fare da battistrada è Disney: ha annunciato l’investimento di un miliardo di dollari in OpenAi. E ha firmato un contratto triennale, che permetterà al leader dell’artificial intelligence di utilizzare i personaggi del suo Magic Kingdom, vale a dire oltre 200 protagonisti di popolari film portati sugli schermi da Marvel, Pixar e dalla serie di Guerre Stellari, nei video prodotti con i gioielli della startup guidata da Sam Altman, ChatGpt e Sora.
Gli utenti delle due piattaforme di Ai, un creatore d’immagini ed un generatore di video brevi, potranno produrre propri cortometraggi e una selezione verrà trasmessa sul canale di streaming Disney+.
Il patto
Le due aziende hanno promosso il nuovo patto come un esempio di cooperazione tra i leader della creazione di content e i re di una tecnologia trasformativa. La partnership rappresenta di sicuro l’ultima, drammatica e ambiziosa avanzata dell’intelligenza artificiale nei media e un possibile momento di svolta per Hollywood. Parte di una controversa corsa della Corporate America ad adottare l’intelligenza artificiale, dove al tecno-ottimismo si contrappongono resistenze. Da oltre 40 ricorsi in tribunale di grandi giornali per violazione di copyright nell’addestramento di modelli quali quelli di OpenAi, a proteste di associazioni dei diritti civili preoccupate per la diffusione di disinformazione. Fino a sindacati ed economisti allarmati per il potenziale distruttivo e i costi sociali di una tecnologia che, in assenza di freni e regole chiare, molte imprese appaiono intenzionate ad adottare anzitutto per ridurre costi e posti di lavoro.










