L'Ambasciatore d'Italia in Brasile, Alessandro Cortese, ci parla di un 2025 intensissimo, con alcune importanti novità per le imprese e per il Sistema Italia.
Grazie anche ai numerosi viaggi degli ultimi diciotto mesi che hanno visto in Brasile, oltre al Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio, numerosi ministri e non pochi CEO di primo piano, sembra essere maturata la consapevolezza che il Paese, e Brasilia, siano uno snodo strategico da presidiare.
E proprio in quest'ottica, spiega il diplomatico in un'intervista all'ANSA, nell'Ambasciata stanno per insediarsi importanti istituzioni italiane, a partire dall'ENIT (che sposta la sua sede da San Paolo); la Camera di Commercio Italiana di San Paolo (la più importante del Paese) che arriva per facilitare il lobbying delle centinaia di imprese iscritte. Anche Confindustria aprirà nel 2026 un'"antenna" nella sede disegnata dall'architetto Pierluigi Nervi.
"Per la prima volta l'Ambasciata diventerà finalmente una sorta di "Casa Italia". Grazie anche alle importanti ristrutturazioni - durate due anni - che hanno rinnovato e liberato alcuni spazi, saremo in grado di ospitare gli uffici" evidenzia Cortese . Una novità estremamente importante e dalle grandi potenzialità sotto il profilo economico-commerciale, per di più in linea con il grande impegno, anche organizzativo, che il Ministro Tajani e il ministero degli Esteri stanno conducendo per diversificare i mercati e incrementare export e investimenti italiani all'estero. In Brasile a mio avviso c'è un terreno molto fertile. Grazie anche ai 32 milioni di discendenti, alle oltre 1100 aziende italiane presenti, gli 11 miliardi di interscambio lo scorso anno (di cui quasi 6,5 di esportazioni italiane contro 4,5 brasiliane). E non dimentichiamoci che Brasilia è oggi la terza città del Paese con i suoi 5 milioni di abitanti e vanta il reddito pro capite più alto delle grandi città brasiliane, oltre ad essere sempre più, ma questa non è una novità, il centro nevralgico della vita politica".






