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L'europarlamentare tenta di screditare il nostro quotidiano. Prosegue così il tentativo di delegittimare le testate non allineate alla narrazione pro-Pal, mentre monta un clima d'odio spinto dalla sinistra
Dopo Francesca Albanese, che ha accusato "il Giornale" di fare "killeraggio" nei suoi confronti per aver reso notizia di un incontro, pubblico e di cui esistono video sui social e su YouTube, a cui hanno partecipato anche esponenti di prima linea di Hamas, è il turno di Ilaria Salis. L'esponente di Avs, candidata al parlamento europeo per cercare l'elezione e ottenere in questo modo una via d'uscita dal carcere ungherese, ha provato ad attaccare questo quotidiano, e quelli dello stesso gruppo (Libero e il Tempo), accusandoli di essere "megafoni dell’estrema destra, quotidianamente dediti a orchestrare becere campagne d’odio contro gruppi sociali e avversari politici".
L'accusa di Salis verso "il Giornale" e le altre testate del gruppo è quella di raccontare l'Italia e l'attualità da un punto di vista non gradito, che smonta le narrazioni della sinistra e della sinistra radicale e restituisce un'altra verità ai racconti che vengono fatti, tra gli altri, dai pro Pal. Le voci che non si allineano con un racconto preimpostato sembrano essere diventate scomode e benché non si sia arrivati ancora, almeno non esplicitamente, alla richiesta di censura, sono in corso operazioni di delegittimazione nei confronti dei quotidiani che non si prestano a un certo tipo di racconto. Salis, per altro, accusa "il Giornale" di essere megafono dell'estrema destra e pochi giorni fa ha firmato l'appello per chiedere la censura di una casa editrice non gradita: la direzione assunta sembra essere chiara.






