Un nuovo tentativo di speculare sulla baia di Santa Margherita, la parte di costa protetta da vincoli naturalistici alle porte di Macari. Ma questa volta a stoppare il progetto è la Regione, con un intervento della meloniana assessora al Territorio, Giusy Savarino, che in un solo colpo mette in sicurezza il sito naturalistico e sconfessa l’operato di Gaetano Armao alla guida della commissione regionale di valutazione tecnico specialistica.
Un passo indietro. Da Vincenzo Occhipinti, assessore allo Sviluppo economico che 55 anni fa si oppose a una raffineria da sette milioni di tonnellate di greggio all’anno che avrebbe distrutto un patrimonio naturalistico e paesaggistico inestimabile, alla Cinquestelle Cristina Ciminnisi, tra le più giovani inquiline di Sala d’Ercole, c’è uno zoccolo duro della politica siciliana pronta a difendere la baia di Santa Margherita. La deputata 5 Stelle annuncia un’interrogazione per fare chiarezza sul parere positivo espresso dalla Cts in merito alla valutazione di impatto ambientale per uno stabilimento turistico lungo la baia. E attacca la Regione, «dove i “custodi dell’ambiente” hanno chiuso un occhio sugli effetti cumulativi sulla baia di Santa Margherita». Nel documento si punta il dito contro il progetto del Comune di San Vito «per la gestione dei servizi turistici e delle strutture accessorie nelle aree di Macari e Castelluzzo», entrambe aree a natura protetta.








