Milano, 10 dic. (askanews) – L’Accademia di Belle Arti di Brera compie 250 anni e apre un anno di celebrazioni che accompagnerà Milano per tutto il 2026. L’istituzione fondata il 22 gennaio 1776, nata con i primi corsi di Pittura, Scultura, Ornato e Architettura avviati in epoca asburgica, presenta un programma di mostre, convegni e iniziative che ricostruisce la sua storia e descrive il percorso di un ateneo che è diventato un centro culturale di riferimento per il Paese. L’anniversario coincide con l’apertura dell’Anno Accademico e con il conferimento della Laurea Honoris Causa al maestro Giulio Paolini, che il 22 gennaio alle 11.30 pronuncia la sua Lectio Magistralis nella Sala Napoleonica del Palazzo di Brera, dove la Laudatio è affidata al professore Federico Ferrari. L’occasione segna anche la presentazione del nuovo logo, ideato da The Branding Letters e costruito a partire dal disegno ottocentesco della Minerva che sostiene le Grazie, trasformato in un’icona pensata per la comunicazione contemporanea pur mantenendo l’identità storica dell’istituzione.
L’Accademia ricorda le sue origini tra la fine del Settecento e l’età napoleonica, quando Milano divenne laboratorio culturale delle province italiane e Brera si affermò come luogo di formazione e sperimentazione. Fu in quegli anni che Giuseppe Bossi, nominato segretario nel 1801, contribuì alla nascita della collezione destinata a diventare la Pinacoteca di Brera. Nel tempo l’istituzione ha ampliato strutture e competenze fino all’organismo attuale, che coinvolge più di 5.000 persone tra studenti, docenti, personale tecnico e amministrativo. Oggi sono circa 4.500 gli iscritti, con un terzo di studenti stranieri, oltre 400 docenti tra professori di ruolo e contratti annuali, e un flusso annuo di circa 360 studenti Erasmus che conferma il carattere internazionale dell’Accademia. Le sedi includono il Palazzo di Brera, l’ex Chiesa di San Carpoforo, gli spazi dedicati alla Scultura a Segrate e le Scuderie di Villa Borromeo ad Arcore, mentre è in fase di realizzazione il nuovo Campus delle Arti che fornirà ambienti ad alta specializzazione per immagini, video, cinema e archivi dell’arte contemporanea.






