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Ancora polemica sul caso Feltri. Santanchè: "Condannato per una battuta. I musulmani, invece, possono offendere impunemente i nostri valori"

Vittorio Feltri è stato condannato dal tribunale di Torino a pagare un risarcimento di 20mila euro all'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) per le sue frasi pronunciate quattro giorni dopo la morte di Rami Elgaml durante una puntata della Zanzara. "Si tratta di una vittoria importante", ha dichiarato al Corriere Alberto Guariso, uno degli avvocati dell'associazione che ha portato il direttore editoriale de il Giornale davanti al giudice. "Soprattutto oggi che si discute molto sui vincoli legati alla libertà d’espressione. Nessuno dice che non si possa dare un giudizio sulla politica migratoria, ma non si devono mai usare toni aggressivi o un linguaggio che inciti e diffondi l’odio".

Secondo il legale, si tratta di una sentenza destinata a fare scuola, perché si tratta di "una vittoria non solo simbolica, ma che richiede un risarcimento alto, e quindi dal carattere molto dissuasivo anche per i casi che potrebbero registrarsi in futuro". Guariso ha anche affermato che l'Asgi utilizzerà il denaro per fare campagna contro l'hate speech e per l'educazione nelle scuole ad ulteriori azioni legali. Quando, però, si parla dell'imam torinese Mohamed Shahin, attualmente detenuto in un Cpr e destinatario di un provvedimento di espulsione, la posizione dell'avvocato e dell'associazione cambiano, facendo crollare tutto il loro discorso e - finto - moralismo contro Feltri.