Dice all'uomo con cui ha avuto una relazione di essere rimasta incinta e, quando lui si rifiuta di riconoscere la paternità del bambino, gli spara tre colpi di pistola contro, uno dei quali lo ferisce a una gamba.
È accaduto lo scorso 8 marzo a Bari e la donna, una 26enne, è stata arrestata nei giorni scorsi dalla polizia con l'accusa di lesioni personali aggravate dall'uso dell'arma, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della procura.
L'uomo, che fu trasportato in ospedale, inizialmente disse di essere stato ferito da uno sconosciuto mentre faceva jogging. Ma le indagini dei poliziotti della squadra mobile di Bari hanno portato a riconoscere le responsabilità della donna che è stata posta ai domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna avrebbe "teso un vero e proprio agguato" all'ex compagno. Nell'ordinanza notificata alla indagata il gip Giuseppe Battista riassume l'esito delle indagini della squadra mobile, coordinate dalla Procura, derubricando il reato contestato in un primo momento di tentato omicidio.
Dagli atti emergono le personalità di vittima e aggressore, entrambi appartenenti a famiglie di pregiudicati, in alcuni casi anche per reati di mafia. La donna, sintetizza il provvedimento cautelare, avrebbe indotto l'ex 46enne a raggiungerla a casa con il pretesto di restituirgli alcuni effetti personali a seguito della interruzione della relazione sentimentale, per poi aggredirlo prima verbalmente e successivamente con una pistola.






