Nel nostro Paese gli occupati indipendenti superano i 5 milioni, dei quali oltre 1,378 sono liberi professionisti, una componente che, in questo scenario, mostra "una tenuta migliore, rispetto alle altre categorie, con una crescita complessiva dell'8% nel decennio 2014- 2024 (+97.000 unità)", mentre "nello stesso periodo, gli autonomi registrano una contrazione marcata (-16%, pari a -521.000) e gli altri lavoratori indipendenti subiscono una riduzione ancora più accentuata (-26%, -192.000)".
Invece, gli imprenditori della Penisola "risultano l'unica componente in forte espansione, con un aumento", nel medesimo decennio, del 90% (+194.000).
Lo si legge nel X rapporto realizzato sulla base dei dati della rilevazione sulle forze di lavoro dell'Istat dall'Osservatorio di Confprofessioni, di cui è responsabile scientifico il professor Tommaso Nannicini, presentato questa mattina, a palazzo Altemps, a Roma, in un convegno promosso dalla stessa Confederazione presieduta da Marco Natali. La distribuzione settoriale, si sottolinea, "mostra che le attività professionali, scientifiche e tecniche e l'area sanitaria e dell'assistenza sociale restano le aree prevalenti, con rispettivamente il 48,3% e il 17,6% dei professionisti, ma subiscono un ridimensionamento nell'ultimo quinquennio (-7,7% e -5,4%)", invece salgono "comparti più legati alla trasformazione economica recente: i professionisti nelle costruzioni aumentano del 54,4% dal 2019, quelli nelle attività artistiche e culturali del 21,1%". Stando al dossier, poi, c'è una "netta prevalenza delle professioni intellettuali, scientifiche e ad alta specializzazione, che nel 2024 rappresentano il 56,7% del totale, con un peso maggiore per quelle delle scienze umane, sociali, artistiche e gestionali (30,5%) seguite da ingegneri e architetti (12,5%) e dagli specialisti della salute (8,0%)". E cresce la 'quota rosa', giacché "tra il 2014 e il 2024, le professioniste aumentano da 425.000 a 510.000 unità (+19,9%), portando la percentuale dal 33,2% al 37,0%".






