«Non c’è un amore più grande». Lo teorizza un documento della diocesi di Chiavari diffuso online per riscaldare i cuori dei fedeli accanto al presepe. Titolo del libretto: Amare. Il problema è che si tratta anche dell’amore omosessuale, perché due delle cinque storie «esperienziali» sintetizzate dalla foto del Bacio di Gustav Klimt riguardano coppie gay, che rivelano di avere convissuto all’interno della comunità parrocchiale e invocano un riconoscimento ufficiale della loro unione. Se l’intento della Pastorale della famiglia della curia ligure nei giorni dell’Immacolata è quello di essere il più possibile inclusiva, l’effetto è un terremoto prenatalizio: una petizione con 1.161 firme ha preso forma in poche ore, è stata siglata anche da parroci e chiede «il ritiro del documento e adeguate sanzioni canoniche» per il vescovo Giampio Devasini e per il responsabile del progetto don Marco Torre.

Non è vero che la Ue non serve a niente. E neppure che di questo passo, se non cambia qualche cosa, fila dritta verso il crac, come peraltro ha spiegato perfino Mario Draghi prima di Donald Trump. L’Unione europea serve a fare ricchi i suoi funzionari, i quali non corrono certo il pericolo di andare in bancarotta. Anzi, secondo quanto rivelato dal quotidiano tedesco Bild (di proprietà del gruppo Springer, è il giornale più venduto e letto d’Europa) anche questo Natale i burocrati di Bruxelles hanno motivo per fregarsi le mani, rallegrandosi per aver ottenuto l’ottavo aumento di stipendio in tre anni. Ne beneficeranno tutti i 67.000 dipendenti dell’Unione, sia quelli in servizio che quelli in pensione, i quali si vedranno riconosciuti retroattivamente, con calcolo dal 1° luglio, un aumento di stipendio del 3%. In totale, dal 2022 a oggi, fa il 22,8% in più, per un costo aggiuntivo del solo ultimo incremento di 365 milioni di euro all’anno.