Ha capelli imbiancati come l’inverno. Il cuore che tenta di battere ancora nonostante sia seppellito da una lastra di ghiaccio chiamata vita.
Un signore anziano, vedovo, leggermente ricurvo su sé stesso, per la vigilia di Natale porta i fiori alla sua amata moglie, al cimitero.
Si ferma dinanzi alla tomba, la guarda, le parla, piange e accarezza la sua assenza.
Poi, va via del cimitero, prosegue a piedi, si incammina verso la città frettolosa e affollata. Le persone camminano con un passo veloce di chi ha le ultime commissioni da ultimare prima della vigilia. Nessuno guarda nessun altro, nessuno cede il passo a una persona anziana o a una mamma con un passeggino, nessuno sorride. Qualcuno lo strattona, lo spintona, ma nessuno si accorge di lui.
Beatrice, la guerra ucraina negli occhi e la speranza nel cuore: la storia di un cane in cerca di casa






