È finita con il patteggiamento della pena di due anni e mezzo la vicenda giudiziaria nata dall’incidente che nella notte del 20 ottobre 2024 è costata la vita al barbiere 19enne Francesco Damiani, detto Kekko. L’amico 19enne che era alla guida della Mini One su cui viaggiavano in cinque, Francesco Nitti, ha ottenuto dal giudice il via libera al patteggiamento richiesto.

Favorevole il parere della Procura, con la pm Silvia Curione che al ragazzo aveva contestato le accuse di omicidio e lesioni stradali aggravati dalla elevata velocità. Le indagini avevano infatti dimostrato che l’automobile procedeva sul lungomare Di Cagno Abbrescia in direzione centro città, a 93 chilometri orari a fronte del limite di 50. A causa dell’alta velocità il 19enne avrebbe perso il controllo del mezzo, che prima ha iniziato a sbandare, poi ha urtato contro il marciapiede destro, quindi ha sbattuto contro la ringhiera sradicandola, infine si è ribaltato sugli scogli.

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di Benedetta de Falco

Kekko Damiani (che era seduto sul sedile posteriore, a sinistra) è morto sul colpo, gli amici sono rimasti feriti, il conducente è finito in Rianimazione. Gli esami di laboratorio sull’eventuale abuso di alcol e droga hanno dato esito negativo, ma le verifiche tecniche sul mezzo e sui segni lasciati sull’asfalto hanno consentito di attribuire alla velocità e alle manovre pericolose la causa della perdita di controllo del mezzo da parte del ragazzo, all’epoca 18enne e neopatentato.