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Ultimo aggiornamento: 7:38 del 7 Dicembre

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La carta stampata ha ormai scarso potere di penetrazione nell’opinione pubblica. I giovani si informano sul web, gli anziani in televisione, dove ci sono le rassegne stampa e i giornalisti della carta stampata sono invitati come opinionisti. I giornali, però, sono i protagonisti nelle rassegne televisive delle prime pagine, dove giornali che vendono pochissimo hanno visibilità quasi identica a giornali più affermati. Molti programmi di opinione, inoltre, invitano giornalisti di schieramenti differenti, a confrontarsi. E un giornalista i cui articoli sulla carta stampata sono totalmente ignorati, sale alla ribalta come chi, invece, ha ben maggiore autorevolezza.

Tutti conosciamo bene le sparate dei vari Sechi, Belpietro, Giordano, Feltri, Sallusti, Cruciani, Senaldi, Borgonovo, Bocchino, e Giuli prima che diventasse ministro. Ad alcuni sono affidati programmi televisivi. Questi sono facilmente riconoscibili e non fanno mistero del campo in cui militano. Se li conosci li eviti. Poi ci sono i benpensanti moderati. La loro tattica argomentativa è di dire tante cose condivisibili dai più, in modo da acquistare le loro fiducia, per poi instillare opinioni che benpensanti e moderate non sono. Penso a Mieli, Severgnini, Molinari, Della Loggia, e moltissimi altri. Questi signori, in caso di confronti in TV, sono sbertucciati dai giornalisti del Fatto, penso ovviamente a Travaglio, Padellaro, Scanzi, Sommi e Gomez. Anche loro, per fortuna, dico io, presenti in programmi che spesso conducono.