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9 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 13:12

Una strage senza fine. Anche il 2025 si conferma un anno di sangue per i giornalisti palestinesi che rappresentano quasi la metà di tutti i cronisti uccisi nel mondo. Ne parla Reporter senza frontiere nel bilancio che pubblica ogni dicembre e che fotografa le violenze subite dai cronisti di tutto il mondo. Secondo Rsf sono 67 i professionisti dei media uccisi dal 1 dicembre 2024 al 1 dicembre 2025. Di questi quasi la metà, ossia 29, è stata freddata dall’esercito israeliano nella striscia di Gaza. Si tratta del 43%. Il 79% (53) è stato vittima della guerra o delle organizzazioni criminali. Un numero che, spiega l’organizzazione, “è tornato a crescere, a causa delle pratiche criminali delle forze armate regolari e non e della criminalità organizzata“, spiega l’associazione secondo la quale “i giornalisti non muoiono, vengono uccisi”. Un massacro che va avanti anche dopo il cessate il fuoco: il 2 dicembre infatti un drone ha colpito e ucciso il fotoreporter palestinese Mohammed Wadi.

“L’esercito israeliano è il peggior nemico dei giornalisti”, sostiene Rsf. In tutto, in due anni di bombardamenti su Gaza, l’Idf “ha ucciso quasi 220 giornalisti nella Striscia di Gaza, di cui almeno 65 sono morti a causa del loro lavoro”. L’organizzazione ricorda poi l’attacco israeliano all’ospedale Nasser, noto per ospitare uno spazio di lavoro per giornalisti, del 25 agosto. “Israele ha ucciso il fotografo di Reuters Hossam al-Masri. La giornalista Mariam Abu Dagga — che lavorava per diversi media, tra cui The Independent Arabia e Associated Press — si trovava sul posto per documentare le operazioni di soccorso. Otto minuti dopo il primo attacco, è stata uccisa da un secondo bombardamento insieme ad altri due giornalisti: il freelance Moaz Abu Taha e il fotografo di Al Jazeera Mohamad Salama“.