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Due finali in 3 anni, Liverpool in difficoltà, ma i nerazzurri devono dimostrare di essere all'altezza
C'è il Liverpool a San Siro, il livello si alza ancora un po'. Mai così alto quest'anno per l'Inter, mai così alto per Chivu in carriera. Ogni volta un test, per l'allenatore e la sua squadra. Ingiusto, forse. È come se Chivu dovesse fare vedere ogni volta che è bravo, nemmeno poi fosse lui a calciare i rigori. Soprattutto è come se le 2 finali raggiunte nelle ultime 3 edizioni di Champions, non fossero bastate per rimettere l'Inter fra le grandi d'Europa, quelle squadre che possono perdere qualche partita senza perderne il titolo.
Il Liverpool, per esempio: quest'anno ha perso più dell'Inter, ha 3 punti in meno nel maxi girone di Champions, è molto indietro in Premier League, nono e lontanissimo dall'Arsenal capolista (-10), arriva a Milano senza uno dei suoi totem storici (Salah, non convocato e in aperta rottura con club e tecnico), si è appena fatto rimontare 2 gol dal modesto Leeds, eppure incute timore già solo dal nome, nonostante l'Inter abbia appena dominato il Como e Chivu abbia rifilato una sonora lezione al rampante Fabregas. Fra i Reds non c'è nemmeno Chiesa, ma non è una notizia.






