La storia di Horses somiglia a uno di quei paradossi kafkiani in cui la burocrazia diventa il vero nemico: un videogioco viene bandito da una piattaforma per presunte violazioni mai puntualmente specificate, lo sviluppatore si appella senza ricevere risposta, e nel frattempo uno studio indipendente rischia la chiusura dopo quindici anni di attività. Ma questa non è letteratura.
È quanto accaduto a Santa Ragione, realtà milanese tra le più innovative del panorama videoludico italiano, il cui ultimo progetto è stato escluso da Steam, la piattaforma che controlla il 75% del mercato della distribuzione digitale, in quella che appare sempre più come una forma di censura preventiva su un'opera di critica politica/sociale.
Un'estate di ordinaria disumanità
Horses è un'avventura horror in prima persona che si sviluppa nell'arco di quattordici giorni, mescolando sequenze giocabili e filmati in live action.
Il protagonista, Anselmo, trascorre due settimane di lavoro estivo in una fattoria isolata, dove il proprietario, semplicemente chiamato il Fattore, gli affida mansioni apparentemente banali: innaffiare le piante, nutrire il cane, prendersi cura dei cavalli. L'opera, ideata e diretta da Andrea Lucco Borlera, laureato in cinema all'Università Roma Tre, adotta un'estetica volutamente arcaica: bianco e nero, formato 4:3, il ronzio incessante di un proiettore cinematografico come sottofondo. Come un film muto degli anni Venti che si è perso nel tempo.






