Nato a Genova il 14 dicembre 1949, in una famiglia operaia, da padre siciliano di Mascali, in provincia di Catania, e madre lucana di Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, Sandro Giacobbe a 16 anni, trascurando gli studi di ragioneria, formò con alcuni amici un gruppo musicale, Giacobbe & le Allucinazioni esibendosi nei locali della Liguria. Messo sotto contratto dalla Dischi Ricordi, esordì nel 1971 con la canzone "Per tre minuti e poi...", seguita l'anno successivo da "Scusa se ti amo". Passato alla Cbs, venne valorizzato come autore, pubblicando alcune sue canzoni cantate da altri artisti, tra cui "L'amore è una gran cosa", interpretata da Johnny Dorelli e scelta come sigla della trasmissione radiofonica "Gran Varietà". Il primo 45 giri di successo è del 1974: "Signora mia", che dà il nome anche al suo primo album e conquistò il pubblico del Festivalbar; un'altra canzone dell'album, "Signora addio", venne interpretata anche da Gianni Nazzaro. Seguirono l'anno dopo "Il giardino proibito" (45 giri e album) e "Io prigioniero", con cui vinse la Gondola d'Oro di Venezia. Il 1976 fu l'anno del boom con "Gli occhi di tua madre", classificatasi al terzo gradino del podio sanremese, la hit estiva "Il mio cielo, la mia anima" e la partecipazione come autore allo Zecchino d'Oro con la canzone "Sette note per una favoletta". Nel 1977 incise l'album "Bimba"; nel 1978 "Lenti a contatto", a cui seguì la seconda partecipazione come autore allo Zecchino d'Oro con "E l'arca navigava". Nel 1979 con "Mi va che ci sei" tornò il successo popolare bissato l'anno successivo da "Notte senza di te" e soprattutto da "Sarà la nostalgia" del 1982 che si affermò come una delle hit più acclamate dell'anno.
Addio a Sandro Giacobbe, la voce di "Signora mia"
Aveva trasformato l'intimità dei sentimenti in hit indimenticabili, dalle note struggenti di "Signora mia" alla dolce malinconia ...










