Non si era mai vista una sfida tra Inter e Como così, con i lariani alla 13a giornata quinti in classifica ad appena tre punti dai nerazzurri, che sono terzi a un punto di distacco dalla coppia di testa formata da Milan e Napoli. Per la squadra di Fabregas quello di domani a San Siro è un esame di laurea, nel pieno di un campionato che proietta verso la qualificazione alle coppe europee.

Lo spagnolo non vuole sentire parlare del primo pensiero di tutti alla vigilia della sfida: il corteggiamento dell'Inter la scorso giugno dopo l'addio di Simone Inzaghi in direzione Arabia Saudita. I dirigenti nerazzurri avevano individuato in Fabregas la prima scelta per la successione, ma alla fine il catalano ha preferito restare a Como forte anche delle rassicurazioni su un mercato molto ricco e sull'ampio potere gestionale, senza dimenticare il legame con la proprietà rappresentato dal possesso di un pacchetto azionario del club. Da qui la decisione di puntare su Chivu: «Mi fanno male queste domande, per l'emozione. Io sono al Como, mi mangio tutto e tutti per il Como. Andremo a Milano per fare una grande prestazione e continuare a crescere e niente di più», risponde Fabregas infastidito (per Chivu ieri niente conferenza stampa perché aveva già parlato in settimana dopo l'ottavo di Coppa Italia vinto con il Venezia).