"Viviamo in un momento un po' concitato, lo dico anche agli amici magistrati presenti, ma tengo a dire che tutte le nostre iniziative riformatrici, per le quali do per scontato tutti conoscano le problematiche e i contenuti, hanno come caposaldi l'indipendenza e l'autonomia della magistratura. Rimane un punto fermissimo sul quale non si potrà mai transigere". Sono le parole del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, contenute in un videomessaggio inviato al convegno organizzato a Napoli sulla figura dell'avvocato Alfredo De Marsico, organizzato dal Consiglio degli avvocati napoletani.

"Vorrei anzi cogliere l'occasione per dire che nella riforma costituzionale che noi proponiamo il pubblico ministero, lungi dall'essere anche in prospettiva sottoposto all'esecutivo, viene innalzato nel suo rango costituzionale perché gli viene dato esattamente lo stesso livello del magistrato giudicante - sostiene Nordio -. La magistratura, dice l'articolo 104, si distingue in magistratura giudicante e in magistratura requirente, quindi vi è una enfatizzazione della libertà, dell'indipendenza e dell'autonomia del pubblico ministero. Questo ovviamente è un chiarimento doveroso, ma soprattutto un ossequio alla magistratura alla quale mi sento ancora di appartenere e per la cui indipendenza e autonomia posso garantire non sarà mai pronunciata una parola di dubbio, lungi dall'essere anche in prospettiva sottoposto all'esecutivo, viene innalzato nel suo rango costituzionale perché gli viene dato esattamente lo stesso livello del magistrato giudicante".