Tokyo, Giappone – Se in Italia sappiamo di 9 attacchi contro gli umani, di cui uno fatale, avvenuti negli ultimi 150 anni, gli orsi in Giappone hanno compiuto 8 aggressioni mortali in soli due mesi, ottobre e novembre. Ben 13 da gennaio 2025. Si pensa che l’ultima vittima, in ordine temporale, sia un uomo di 55 anni il cui corpo è stato trovato il 25 novembre vicino a un sentiero di montagna nella prefettura occidentale di Niigata, anche se il suo decesso non è al momento conteggiato nelle statistiche ufficiali.Come il Giappone sta gestendo la convivenza con gli orsiLa stagione degli orsi in GiapponePerché attaccano di piùLa risposta delle autoritàServe anche prevenzioneLa stagione degli orsi in GiapponeTradizionalmente in Giappone questa è la stagione delle passeggiate all’aperto per ammirare lo spettacolo della natura in autunno, ma è sempre più anche quella delle aggressioni degli orsi, con ricadute sul turismo. Da aprile a ottobre di quest’anno quasi 200 persone sono state uccise o ferite per mano di questi grandi mammiferi e il numero di morti è quasi triplicato rispetto al record precedente registrato tra il 2023 e 2024. Sono aumentati anche gli avvistamenti: oltre 20mila tra aprile e settembre, circa 5mila in più rispetto allo stesso periodo l’anno scorso.“Mi è capitato di vedere orsi mentre facevo trekking in montagna, ma mai da vicino”, dice Michiko Aoki, guida di montagna di Hokkaido, l’isola principale più a nord del Giappone. Una volta, ad esempio, un’orsa con i cuccioli si è messa a dormire in un cespuglio vicino al sentiero. “Abbiamo rinunciato alla traversata e siamo tornati all’inizio del cammino”, racconta Aoki.Incontri tra orsi e umani si verificano a partire dalla primavera, con picchi a ottobre e novembre appunto, quando gli animali sono in cerca di cibo prima di andare in letargo. Nelle ultime settimane gli attacchi sono stati riportati praticamente quotidianamente e la situazione è resa ancora più tesa dall’ampia diffusione in rete di immagini fake di orsi, generate con l’intelligenza artificiale, come riporta il quotidiano britannico Guardian.Infographic chart showing bear attacks in Japan since 2014, according to government data, with a map showing the ranges of the Asiatic black bear and brown bear in the country. (Graphic by John SAEKI / AFP) (Graphic by JOHN SAEKI/AFP via Getty Images)JOHN SAEKI/Getty ImagesPerché attaccano di piùUno dei motivi per cui si vedono sempre più orsi in Giappone è, semplicemente, che ce ne sono di più. La loro caccia è diminuita negli ultimi decenni, anche per via dell’adozione di politiche di conservazione più robuste. “Gli attacchi non sono aumentati all’improvviso nel 2025; sono in crescita dall’inizio degli anni 2000”, spiega Koji Yamazaki, professore alla Tokyo University of Agriculture. “Lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione nelle zone pedemontane hanno permesso agli orsi di allargare il loro habitat, portandoli più vicini alle aree urbane”.Si stima che ci siano circa 44.000 orsi neri asiatici nello Honshu, la più grande delle isole principali del Giappone, e in misura minore sull’isola di Shikoku – il triplo rispetto al 2012. A Hokkaido vivono invece 12mila orsi bruni, più grandi e più aggressivi rispetto a quelli neri, numero che è raddoppiato dagli anni Novanta del secolo scorso al 2020. Per entrambe queste specie “la maggior parte degli attacchi avviene per autodifesa, quando gli umani vengono percepiti come un pericolo”, spiega Yamazaki e sono “estremamente rari” i casi in cui gli orsi aggrediscono le persone come preda.La risposta delle autoritàDell’impennata di attacchi si è parlato molto anche sui mezzi d’informazione internazionali dopo la decisione – inedita – del governo giapponese di inviare le Forze di autodifesa, cioè l’esercito, nella prefettura settentrionale di Akita – che, insieme a quella confinante di Iwate, è una delle più colpite dai recenti attacchi – come richiesto dal suo governatore. I militari sono stati mandati come supporto nell’installazione di trappole, ovvero gabbie in cui gli orsi rimangono bloccati e vengono poi uccisi. Il compito di abbatterli non spetta però ai membri dell’esercito, ma a cacciatori con l’apposita licenza o, secondo le più recenti regole, ad agenti della polizia antisommossa.In questo clima emergenziale, le autorità si stanno concentrando sull'uccisione di esemplari che si avvicinano alle aree residenziali – con orsi che sono entrati persino all’interno di supermercati e scuole. “In periodi di avvistamenti frequenti come quello attuale, l’abbattimento degli orsi in Giappone è la priorità”, dichiara Yoshikazu Sato, professore alla Rakuno Gakuen University di Hokkaido. “Dalla prossima primavera bisognerà poi tornare a focalizzarsi sugli aspetti legati alla gestione ambientale”.L’anno scorso, il governo aveva già deciso di togliere gli orsi dalla lista di specie protette aggiungendoli a quelle da controllare. A settembre di quest’anno sono state cambiate nuovamente le norme per permettere ai cacciatori di sparare agli animali anche in zone abitate. Il 14 novembre il governo ha inoltre approvato un piano d’emergenza con misure come l’aumento del personale responsabile per gli abbattimenti.Sebbene alcuni giornali riportino che attacchi così frequenti si siano registrati anche in altri periodi storici, uno dei fattori che spiega l’impennata di questi mesi è la scarsità di ghiande e faggiole, il cibo principale degli orsi, a causa della crisi climatica che ha spinto gli animali sempre più lontano dai loro habitat. Secondo alcuni esperti, la situazione è da attribuirsi anche a una mancata gestione della fauna selvatica nel corso degli anni.Serve anche prevenzioneEppure esistono altri metodi oltre all’abbattimento per ridurre gli incontri diretti. Alcuni si basano sulla tecnologia, come telecamere che usano l’intelligenza artificiale per segnalare la presenza degli animali, e droni e “lupi robot”, mostri meccanici con fattezze lupesche, che emettono suoni o luci forti per allontanare gli orsi. Inoltre, “è indispensabile installare reti elettriche intorno ai campi e ai giardini delle case, potare gli alberi da frutto inutilizzati, raccogliere le noci presto nella stagione e gestire i rifiuti in modo adeguato”, dice Sato.L’associazione Picchio nella città di Karuizawa, nel Giappone centro-orientale, è invece l’unica, secondo quanto dichiarato dall’organizzazione, a usare i cani da orso della Carelia, razza originaria della Finlandia, per tenere lontani gli orsi. Picchio si occupa anche del monitoraggio individuale degli orsi e di catturarli e rilasciarli in zone più selvagge se si avvicinano troppo a quelle abitate.L’ultima linea di difesa sono, naturalmente, i comportamenti individuali. Chiunque abbia mai fatto una passeggiata in montagna in Giappone conoscerà bene il suono delle campanelle anti-orso, che avvertono le creature della presenza umana anche a distanza. È saggio poi controllare le informazioni fornite dalle autorità, non avventurarsi nei boschi e in montagna da soli ed evitare di farlo all’alba e al tramonto. Consigliato anche l’apposito spray.Aoki dichiara di prendere diverse precauzioni e di non essere mai stata particolarmente preoccupata degli orsi perché di solito va in montagna con i clienti, quindi in gruppo. Ma ora lo è di più. Dice però di ritenersi fortunata quando vede un orso a una distanza sicura. “In quelle occasioni, sento il contatto con la montagna e la natura”.