Le risorse proposte dalla Commissione Ue per la prossima Pac? Insufficienti. La tutela del mercato europeo dalla concorrenza dei prodotti extra-Ue? Inefficace. Sono molte le accuse che il mondo agricolo muove all’Europa. Per questo il 18 di dicembre gli agricoltori scenderanno con i trattori per le strade di Bruxelles: «Saremo in 10mila», promette il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. Da più di un anno è anche presidente del Copa Cogeca - l’associazione che riunisce le principali organizzazioni europee degli agricoltori - e alla Commissione von der Leyen è pronto a lanciare la sfida non solo dalla piazza di Bruxelles, ma anche dal palco dell’assemblea invernale di Confagricoltura che si terrà mercoledì prossimo a Roma.
Presidente, come dovrebbe essere la prossima Pac?
Serve una politica agricola comune che metta al centro i temi della produttività, della competitività e dell’innovazione, laddove invece la sostenibilità può essere attuata in tanti modi, non necessariamente con gli ecoschemi. Le risorse devono essere indirizzate agli agricoltori professionali: ancora oggi in Italia il 50% delle aziende agricole che percepiscono la Pac non hanno la partita Iva, non riesco a capire come sia possibile mettere sullo stesso piano un imprenditore professionale con uno che lo fa il sabato e la domenica. Per fare tutto questo servono poi più risorse, non certo un taglio del 20% come quello proposto dalla Commissione Ue.






