Da più di dieci anni il mistero del volo Malaysia Airlines 370 (MH370) è sospeso in un vuoto che nessuno è ancora riuscito a colmare, se non gli sceneggiatori di Manifest. Un vuoto fatto di rotte interrotte, segnali inconsistenti e ipotesi che si sono accumulate senza mai diventare una risposta. Ora, dopo oltre un decennio di incertezze, il governo della Malesia ha deciso di riaprire la ricerca in una nuova area individuata dagli analisti, un’area marina definita con maggiore precisione rispetto ai tentativi precedenti. Una zona che – sulla base dei dati disponibili – potrebbe offrire la possibilità di trovare ciò che finora è mancato: un indizio reale, un frammento capace di spezzare finalmente l’enigma.Cosa c'è di (quasi) sicuro: la storia del volo Malaysia Airlines 370Nella notte tra il 7 e l’8 marzo 2014, il volo MH370 decolla da Kuala Lumpur con destinazione Pechino. A bordo c’erano 227 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio. Circa due terzi dei passeggeri erano cittadini cinesi, ma c’erano anche malesiani, indonesiani, australiani, indiani, statunitensi, olandesi e francesi.Durante la fase di crociera – ovvero quella in cui l’aereo ha già completato salita e accelerazione, ha raggiunto la quota stabilita e procede in modo relativamente stabile e lineare verso la destinazione – raggiunta intorno all’1:20 di notte, il contatto con il velivolo si interrompe. L’aereo sparisce dai radar.Il mistero del volo MH370
Alla ricerca del volo MH370, mai atterrato e rimasto impresso nella nostra memoria: 12 anni dopo parte una nuova missione di ricerca
Si apre una nuova fase di ricerche per il volo scomparso della Malaysia Airlines (MH370): le autorità malesi, con l’aiuto della società Ocean Infinity, torneranno in oceano, in una zona ritenuta la più promettente finora














