C’è un uomo di trent’anni, a cui gli investigatori hanno sequestrato il telefono e ispezionato il garage, fondamentale nella ricostruzione della giornata in cui la 27enne Tatiana Tramacere è scomparsa a Nardò. La giovane donna ha incontrato Dragos, che è da molti anni in Italia insieme ai genitori ed ai fratelli, nel parco Raho. A poche centinaia di metri da casa della famiglia Tramacere.
Il fratello di Tatiana Tramacere: “Andava da un’amica ma non è mai arrivata. Da allora il buio”
di Chiara Spagnolo e Biagio Valerio
04 Dicembre 2025
L’incontro occupa una finestra temporale dentro la quale i movimenti di Tatiana non sono noti alla famiglia, ma ora gli investigatori lavorano proprio su questo lasso di tempo: tra le 15,30 di lunedì 24, quando i genitori la vedono per l’ultima volta, fino alla serata dello stesso giorno, orientativamente le 19,30 quando Tatiana smette di parlare con Dragos Gheormescu (dopo un piccolo screzio, una discussione dice lui, tra i due) e va via per scomparire nel nulla. La casa della famiglia Tramacere è distante solo poche centinaia di metri dal parco Raho ma questo tragitto non sarebbe mai stato coperto. La storia la racconta proprio il trentenne romeno che si trova a Nardò da molti anni. I genitori sono braccianti e operai, impiegati in alcune note aziende agricole del luogo. L’uomo, che pure ha lavorato nelle serre da giovane, legge molti libri, ha frequentato con profitto l’istituto professionale “Nicola Moccia”. E chi lo ha conosciuto ricorda che fosse il primo della classe. Poi la decisione di lavorare per raggiungere indipendenza economica. Ultimamente faceva l’operaio in un’officina che si occupa di pneumatici.











