Realizzare scarponi da sci oppure scarpe da trekking recuperando i materiali da modelli dismessi è finalmente possibile, grazie alla startup Re-Sport. “Però noi non facciamo i riciclatori, ma gli sviluppatori di processi di riciclo e di organizzazione della filiera”, spiega Martino Colonna, co-fondatore e AD di Re-Sport, nonché professore associato dell'Università di Bologna.

L’idea è nata tempo fa in seno allo Sport Technology Lab, che coordina: nel laboratorio dove si sviluppano attrezzature sportive di ogni tipo, le aziende hanno iniziato a domandare strategie per la sostenibilità. “Le attrezzature sportive di solito non vengono sviluppate per essere riciclate, per cui il riciclo è sempre stato praticamente impossibile", ricorda Colonna. E così tre anni fa è nato uno spinoff, a seguito di un progetto europeo, con diversi specialisti, fra cui Rino Dalbello, il figlio del fondatore della storica azienda di scarponi da sci Dalbello.

A differenza delle aziende che praticano il downcycling (trasformando attrezzature sportive in piste di atletica o campi giochi), Re-Sport punta al riutilizzo nello stesso settore, permettendo alle aziende di non acquistare materiale vergine. “L'idea è sempre quella di cercare di riutilizzarlo nello stesso segmento, così da generare vantaggi economici e ambientali, riducendo gli spostamenti di materiali e consentendo alle aziende di riutilizzare direttamente i propri scarti”, puntualizza l’esperto. Parallelamente la startup si occupa anche di quello che si chiama design for recycling e design for repair, quindi aiutano le aziende a sviluppare nuovi prodotti più facilmente riciclabili e sostenibili.