È stata l’ultima ad arrivare insieme alla pm Angela D’Egidio: il suo intervento era il più atteso. Cecilia Angrisano, presidente del tribunale per i minori dell’Aquila, oggetto recente di attacchi della politica e più violenti dai social, ha ricevuto ieri pomeriggio l’abbraccio dei colleghi, a cominciare dall’Anm, dal vicepresidente Marcello De Chiara alla collega del distretto abruzzese Virginia Scalera, a seguito dell’ordinanza che ha disposto, dopo una istruttoria durata un anno, l’allontanamento momentaneo dei tre figli piccoli dai genitori, dividendo la famiglia nel bosco di Palmoli.

«Noi abbiamo applicato delle regole giuridiche contemperate - ha detto Angrisano nel suo intervento - dopo aver fatto dei tentativi di un bilanciamento tra interessi e diritti sempre volto nell’ottica degli interessi del minore, quindi cercando la collaborazione dei genitori perché loro stessi riescano ad attuarli. Se questa collaborazione viene, se la disponibilità a migliorare c’è, si cerca di prendere la via più vicina a quel diritto principale e universale, che è quello del bambino alla felicità, che prevederebbe il poter vivere serenamente con i suoi diritti garantiti all’interno della sua famiglia di origine. Esiste uno strumentario che abbiamo utilizzato. Bene, male? Lo dirà la Corte che ci valuterà in appello, lo diranno i successivi gradi. L’occhio con cui noi decidiamo è quello dei diritti garantiti a tutti i minori a partire dalla Convenzione Onu del 1989».