L'Istituto per le opere di religione (Ior) pubblica per la prima volta un Rapporto di sostenibilità e aderisce alle regole di Basilea III per la trasparenza finanziaria. Nel dettaglio - secondo quanto ha potuto consultare l'ANSA - si tratta di un Rapporto di sostenibilità che fa riferimento ai rischi ambientali, sociali e di governance, con la parallela pubblicazione della prima informativa equivalente al terzo Pilastro della normativa di Basilea ('Pillar III) sull'adeguatezza patrimoniale e il sistema di gestione dei rischi.
Nel 2024, con un utile di 31 milioni, lo Ior ha generato un valore economico complessivo di 50 milioni.
Con il Report di sostenibilità, in particolare, l'Istituto illustra il percorso intrapreso verso un modello di economia sostenibile e coerente con l'etica cattolica. "Nel dettaglio, l'Istituto ha sviluppato una matrice di doppia materialità per l'individuazione dei temi di sostenibilità maggiormente rilevanti - ispirandosi alla regolamentazione europea Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd) - e ha rendicontato in merito ai temi emersi facendo uso degli Standard Gri", spiegano i tecnici dello Ior.
La missione dell'Istituto si realizza attraverso investimenti responsabili e conformi ai principi cattolici, nell'integrità dei comportamenti e nella consapevolezza del ruolo svolto per la tutela dell'ambiente e per il progresso sociale, aggiungono, spiegando che "nel 2024 lo Ior ha continuato a orientare la propria attività all'ottimizzazione dei rendimenti nel pieno rispetto dei principi dell'etica cattolica, escludendo ogni investimento in società coinvolte in attività dannose per la vita umana, l'ambiente o la società".






