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Ridotta la condanna dai 17 anni del primo grado. L'imputato: "Giudici senza coraggio"

«E pensare che la vittima sono io. Invece mi hanno condannato». Il gioielliere Mario Roggero, 71 anni, sparò a due rapinatori che assalirono il suo negozio a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. È stato condannato per duplice omicidio colposo: in Appello gli hanno dato 14 anni e 9 mesi di pena, con uno sconto di tre anni rispetto alla condanna di primo grado, che era stata di 17 anni. Ma pur sempre di condanna si tratta. Lui non si dà pace e continua a professarsi vittima e non colpevole. «Cosa avrei dovuto fare? È stata legittima difesa, se il rapinatore non avesse alzato l'arma non avrei sparato. Le vere vittime siamo noi, nessuno dei familiari dei rapinatori ha chiesto scusa per avere un figlio degenere».

I giudici «non hanno avuto coraggio» di pronunciare una sentenza di assoluzione. All'udienza erano presenti anche amici e sostenitori, come a dire che il partito della «legittima difesa» può contare su parecchi consensi, o almeno su quelli dei commercianti che avrebbero potuto essere al posto di Roggero e che forse si sarebbero comportati allo stesso modo: «L'affetto in cui speravo è arrivato, ho visto miei ex compagni di scuola che non mi aspettavo di vedere, tanti lavoratori tosti sono venuti perdendo un giorno di lavoro». Per di più - fanno sapere fonti leghiste - il ministro Matteo Salvini, da sempre in prima linea per sostenere il diritto alla legittima difesa, gli ha scritto per esprimere «solidarietà a nome di tutta la Lega». Subito dopo Salvini ha ribadito il suo disappunto sulla sentenza su X: «Come si può condannare al carcere chi si è difeso dall'assalto dei criminali? Un abbraccio a Mario e alla sua famiglia. Determinati a rendere ancora più chiara la legge che garantisce la legittima difesa alle persone perbene».