Le Borse cinesi aprono la seduta in ordine sparso, muovendosi attorno alla parità in una giornata che vede invece Tokyo al centro dell’attenzione degli investitori asiatici. A Shanghai l’indice Composite avanza dello 0,04% a 3.879,74 punti, mentre a Shenzhen il mercato registra un lieve calo dello 0,03%, scendendo a 2.440,29 punti.

Il vero protagonista di giornata è però il Giappone, con gli indici Topix e Nikkei 225 in rialzo di oltre 1,7%, nettamente sopra il guadagno di circa mezzo punto percentuale dell’MSCI Asia-Pacific. La spinta arriva dalle rinnovate aspettative su un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, rafforzate dai dati macroeconomici statunitensi diffusi mercoledì.

Secondo le rilevazioni sulle buste paga del settore privato USA, a novembre le aziende americane hanno ridotto l’occupazione al ritmo più sostenuto dall’inizio del 2023. Un segnale che alimenta i timori su un rallentamento più marcato del mercato del lavoro e che, di conseguenza, ha fatto impennare le scommesse dei trader su una mossa espansiva della Fed già nella riunione di dicembre: i contratti swap prezzano ora oltre il 90% di probabilità di un taglio di 25 punti base.

Sul fronte obbligazionario, a Tokyo si registra inoltre la domanda più alta dal 2019 per l’asta del titolo governativo trentennale, un segnale di forte appetito per il debito giapponese in un contesto di aspettative più accomodanti sulle politiche monetarie globali.