Pasolini comunista e antifascista. Un appuntamento che vuole riaffermare il Pasolini militante contro ogni tentativo di rimozione e strumentalizzazione. A tratteggiare la figura politica del regista e scrittore è un convegno organizzato a Roma per i 50 anni dalla morte. Sabato 6 dicembre, alle ore 15, la sala della Cgil di Via Buonarroti 12, a pochi passi dalla metro Vittorio Emanuele, ospiterà il convegno “Pasolini comunista e antifascista”, organizzato da Rifondazione Comunista e Assur per il cinquantesimo anniversario dell’assassinio del poeta.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di restituire la figura di Pier Paolo Pasolini alla sua identità politica e culturale, contro ogni tentativo di appropriazione da parte della destra. «Pasolini è stato per tutta la vita un marxista, un comunista e un antifascista», sottolineano gli organizzatori, ricordando come il poeta abbia sempre lottato contro capitalismo, fascismo, razzismo e colonialismo, schierandosi dalla parte delle classi popolari e dei popoli del Sud del mondo.
Il convegno assume anche il carattere di un “controconvegno” dopo quello, definito “grottesco”, che ha visto protagonisti esponenti di Fratelli d’Italia.
«Gli eredi di Almirante, i nostalgici di Mussolini, come Mollicone e La Russa, avrebbero dovuto scusarsi e dar conto di questa realtà storica», affermano i promotori, denunciando il ricorrente tentativo di riscrivere la memoria di Pasolini. Negli ultimi decenni, infatti, si è affermata una lettura “decaffeinata” che riduce Pasolini a un generico anticonformista, rimuovendo il suo impegno militante e depoliticizzandolo. Una narrazione che ha lasciato spazio alla destra per appropriarsene e veicolare messaggi reazionari, delegittimando l’antifascismo.







