Il 2 dicembre la ministra della Cultura, Rachida Dati, e il ministro dell’Istruzione superiore e della ricerca, Philippe Baptiste, hanno inaugurato la nuova sezione di antropologia del Louvre, che ora è chiamata Galerie des Cinq Continents e sostituisce il Pavillon des Sessions, che era stato aperto al pubblico il 13 aprile 2000.

Il cambio di nome non è un’operazione di facciata, ma è espressione di un cambiamento radicale nella presentazione dell’arte “altra”, perché come rivela il nome della nuova sezione del museo, i reperti extraeuropei ora sono accostati a opere di arte classica. Ovviamente, il nuovo allestimento nasce dalla collaborazione tra il Louvre e il MQBJC (Musée du Quai Branly Jacques Chirac), il più importante museo di antropologia della Francia. Nel complesso sono presentate 42 opere delle collezioni del Louvre, 77 opere del MQBJC e una ventina di altri pezzi prestati da vari musei francesi. Questi reperti sono collocati in dieci sale diverse e sono accostati tra di loro a partire dai loro contenuti e dalle loro forme con l’obiettivo di far dialogare in modo “aperto” i reperti delle diverse culture.

La nuova galleria

Nella prima sala, in particolare, si presentano le opere che mostrano come le diverse culture hanno affrontato i temi della nascita e della morte. Oltre a stele e maschere funerarie dell’antico Egitto e della Mesoamerica, emergono una scultura spagnola del 1300 circa, che rappresenta la Vergine col Bambino e una maternità bangua, una cultura dell’Africa occidentale, realizzata nel XIX secolo.