Roma, 2 dic. (askanews) – Avvocati, professori di diritto, l’ex pm di Torino Antonio Rinaudo, ma soprattutto cittadini che hanno subito errori giudiziari nel nome della più celebre vicenda di “malagiustizia” in Italia: Enzo Tortora. Supportati da Forza Italia, hanno dato vita al comitato “Cittadini per il sì” al referendum confermativo sulla riforma costituzionale che prevede la separazione delle carriere dei magistrati, l’Alta Corte e due Csm.
A presiedere il comitato, che questa mattina è stato presentato a via del Corso a Roma, davanti all’Hotel Plaza dove il 17 giugno del 1983 il conduttore di Portobello venne arrestato, la compagna di Tortora, Francesca Scopelliti: “Prima di morire Enzo mi ha affidato la sua battaglia per una giustizia giusta. È stato massacrato da giornalisti, politici e magistrati. Per me questo referendum è un momento inaspettato quanto desiderato: voglio che vinca il sì per fare un regalo a Enzo, ci terrebbe molto. La separazione delle carriere interrompe il connubio, la complicità, tra pm e giudice; la formula del sorteggio interrompe il potere delle correnti”, ha detto Scopelliti indossando una maglietta con il volto di Tortora. Sul banchetto allestito per l’occasione, t-shirt con le foto di altre vittime di malagiustizia. Tra loro, presenti oggi, l’ex assessore abruzzese Antonio Lattanzi, l’ex senatore di Fi Marco Siclari.







