Il punto di partenza è Novi Ligure. Da qui, dal furto di migliaia di bottiglie di Campari e Cinzano, si è sviluppata l’indagine che ha portato la Guardia di Finanza di Salerno a sequestrare oltre 11 mila bottiglie risultate provento di quel colpo e che, se immesse sul mercato, avrebbero determinato un’evasione dell’accisa pari a circa 15 mila euro.
Le Fiamme Gialle, seguendo la pista della merce sottratta, sono arrivate a un deposito di Sant’Egidio del Monte Albino, riconducibile a una società di commercio all’ingrosso con sede a Napoli. Nel magazzino hanno trovato interi lotti di alcolici senza documentazione fiscale, oltre a contrassegni di Stato sospetti: elementi che, secondo gli inquirenti, integrano l’ipotesi di contraffazione dei sigilli e mancato pagamento dell’accisa.
La ricostruzione dei movimenti ha confermato il legame con il furto avvenuto a Novi Ligure nel maggio scorso. Individuato anche il presunto responsabile del deposito, che dovrà rispondere di contraffazione dei sigilli dello Stato, sottrazione di prodotti alcolici al pagamento dell’accisa e ricettazione.






