Si è chiusa ieri, a Roma, l’Assemblea nazionale di Noi Moderati. Una tre giorni in cui il partito guidato da Maurizio Lupi ha definito i contorni del proprio messaggio identitario e «varato» formalmente il movimento giovanile. Chiudendo la kermesse, Lupi ha tracciato il bilancio del percorso fin qui compiuto dal movimento. «Siamo nati solo due anni fa, cresciamo e ci radichiamo sui territori, grazie ad una classe dirigente importante. Una scommessa - ha proseguito - che abbiamo giocato insieme alla leader della nostra coalizione, Giorgia Meloni, sapendo fin dall’inizio che il pluralismo è una ricchezza e che si governa, si vince o si perde insieme». RISULTATI Lupi ha rivendicato inoltre il risultato nei vari appuntamenti con le urne per le regioni: «Volevamo essere la quarta proposta politica del centrodestra e oggi lo siamo diventati: su 8 milioni e 647mila voti validi espressi alle elezioni regionali dall’inizio della legislatura, le nostre liste hanno preso più di 241mila voti, il 2,9 per cento circa. Un valore politico di cui essere consapevoli e che, ad un anno e mezzo dalle elezioni politiche, rappresenta uno stimolo ad aprirci ancora di più». Dopo l’ultima tornata di regionali, c’è un argomento che tiene banco, la legge elettorale. Lupi ha sottolineato la necessità di aprire il «cantiere» nella primissima parte del 2026: «Penso che dall’inizio dell’anno prossimo, passata la legge di bilancio, si debba confrontarsi e discutere, anche con l’opposizione».
Da Lupi e Tajani un sì al proporzionale | Libero Quotidiano.it
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