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1 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 12:18
“Il 6 agosto (poche ore prima del secondo parto) abbiamo passato la sera insieme a casa mia, abbiamo fumato marijuana e bevuto qualche birra e un po’ di grappa”. Irrompe una testimonianza importante nel processo per il duplice infanticidio dei due neonati sepolti nel giardino di casa a Vignale di Traversetolo in cui è imputata Chiara Petrolini. Un’amica della ragazza, Chiara Facchin, è stata ascoltata in Corte d’assise a Parma, ha ricostruito gli eventi che hanno preceduto il secondo parto della giovane. “Lei aveva appena finita l’ultimo giorno di centro estivo, era orario aperitivo, quindi abbiamo bevuto e mangiato qualcosa insieme. Lei è venuta in macchina: eravamo io, Chiara e Riccardo. Abbiamo parlato e poi abbiamo fumato insieme, tabacco e marijuana, che era stata regalata a Riccardo. Abbiamo fumato io e Chiara, una canna (intera), divisa equamente, abbiamo mangiato panini e patatine, abbiamo bevuto due birre a testa, Chiara forse tre e poi sono andati a casa. Nessuno di noi si ubriacò”.
Nei giorni successivi, Facchin ha continuato a sentirsi con Petrolini: “Nei giorni successivi al secondo parto ci siamo sentite per messaggio, diceva di aver avuto un forte ciclo mestruale. La sera del 7 agosto ci siamo riviste per un aperitivo in una cantina della zona, poi siamo andate anche a bere un altro drink in un bar e infine l’ho portata a casa. Doveva partire per una vacanza negli Usa”. Poche ore prima della partenza per gli Stati Uniti, Petrolini aveva seppellito il figlio appena nato. L’amica ha aggiunto: “Ho sentito Chiara quando era a New York e mi ha detto che era felice“.






