Matteo Salvini e Francesca Verdini hanno acquistato una villa di lusso alla Camilluccia, nel cuore della Roma più riservata. Un immobile da 674 metri quadrati, 28 vani e due box, pagato 1,35 milioni di euro: poco più di 2.000 euro al metro quadrato, una cifra che – secondo Il Domani, autore dell’inchiesta – risulta ben al di sotto dei valori medi della zona, stimati dall’Agenzia delle Entrate in circa 3.800 euro al metro quadro. Un affare notevole, dunque, per una proprietà che «necessitava di numerosi interventi», come precisa lo staff del ministro, assicurando che il prezzo corrisponde esattamente a quello pubblicato nell’annuncio online.
L’operazione, osserva il quotidiano, sancisce in qualche modo la definitiva “romanizzazione” del leader leghista, lontano dall’immagine del bilocale milanese mostrato nei video social. La storia della villa, però, affonda le radici in tre decenni di intrecci politici, societari e giudiziari. L’immobile apparteneva alla famiglia dell’avvocato Giovanni Acampora, figura chiave del sistema di potere che ruotava intorno a Cesare Previti, per anni braccio destro di Silvio Berlusconi. Acampora, scomparso nel 2024, era stato coinvolto nei processi Imi-Sir e Lodo Mondadori, snodi centrali della stagione delle grandi corruzioni italiane.







