Franco Giorgi, 74 anni e sua moglie Gianna Di Nardo, 68 anni, da anni vivevano insieme in un appartamento in via Orsini, a due passi dal quartiere di Gavivana. Nel primo pomeriggio di oggi sono stati trovati senza vita nella loro casa, brutalmente assassinati e con diverse ferite da arma da taglio. Famiglia benestante, apprezzata e conosciuta. Lui noto antiquario, lei dipendente pubblica in pensione. Rapporti cordiali con tutti, la casa al mare e «persone disponibili anche ad aiutare quando c’era bisogno» sottolinenano alcuni residenti ai giornalisti sul posto.
Giorgi portava avanti l’attività di famiglia: la “Ditta Giorgi”, fondata dal suo trisavolo Tommaso nel 1853. Ne aveva preso le redini quasi cinquant’anni fa, nel 1976. «La scomparsa del padre Giorgio, portò Franco a ritrovarsi con le redini in mano e il peso d’una lunga eredità – scrive Marco Riccòmini sulla rivista di settore Gazzetta Antiquaria – . La scelta, allora, assecondando la sua natura, fu quella di preferire al commercio quotidiano e alla vetrina il lavoro di ricerca, concentrandosi sulle stime e le valutazioni di oggetti d’arte o intere collezioni, costruendosi poco per volta una carriera di consulente tecnico, come collaboratore del tribunale, e anche di tante società assicurative e privati».










